Il grande silenzio

… io credo, che non si debbano temere le idee contrarie alle nostre, ma “il silenzio” perchè è nel silenzio, e non nelle argomentazioni contrarie, che si può leggere indifferenza, nessuna considerazione, ed al limite “silenzioso disprezzo”…

Francesco Marchetti

«… Nella Torre il silenzio era già alto. Sussurravano i pioppi del Rio Salto. I cavalli normanni  alle lor poste  frangean la biada con rumor di croste. Là in fondo la cavalla era, selvaggia, nata tra i pini su la salsa spiaggia; che nelle froge avea del mar gli spruzzi ancora, e gli urli negli orecchi aguzzi …».  No, amici, questa riflessione che affido al nostro sito web non è un esercizio di critica letteraria, ma, per quello che può valere, una amara riflessione sulla diffusa modalità di comportamento che vede opporre “il silenzio” alle idee, ed ancor più alle persone con le quali, per un qualsivoglia motivo, non ci sentiamo in sintonia o che comunque esprimono opinioni diverse dalle nostre. In altri termini, il passo della poesia di cui sopra è per me come una icona poetica di quella diffusa modalità di comportamento che amo definire “muro di gomma”, che preferisce “l’alzata di spalle” o addirittura il silenzio ostile, al civile confronto delle idee.
Muro di gomma


Nel lontano e non sospetto 2005, quando ero direttore di Strade Aperte (la rivista ufficiale del MASCI) nel presentare il Piano Editoriale al Consiglio Nazionale per il triennio 2005-2007, argomentavo:
«… In ultimo, ma non per ultimo,come Direttore Editoriale, intendo operare in modo che, in continuità con una linea di trasparenza e coinvolgimento, le pagine di Strade Aperte rimangono, appunto, aperte ad ogni Adulto Scout che, in maniera argomentata e secondo le regole di lealtà, fratellanza e rispetto dell’opinione altrui, voglia esprimere il proprio personale convincimento su un qualche argomento. Linea di trasparenza e coinvolgimento che a mio giudizio è irrinunciabile per una rivista scout, se è vero, come è vero, che lo scoutismo o è una strada di libertà o non è …ed in coerenza con questo impegno troverete nella sezione “L’opinioni di…” gli articoli di quanti vogliono portare il loro contributo di idee al Movimento. Ovviamente questa sezione della rivista non può e non deve essere il luogo dove alcune persone, più o meno giustamente e tra l’indifferenza generale, danno sfogo ai loro risentimenti, ma vuole essere una “agorà virtuale” dove si dibattono idee. Un luogo di confronto dove è lecito esprimere la propria opinione ed altrettanto lecito argomentare in dissenso ad un articolo precedente. In altri termini queste pagine della rivista vogliono essere principalmente, un luogo possibile di incontro e di dibattito tra amici che non sempre possono trovarsi fisicamente insieme. Un luogo dove tutti possono,  vorrei dire si impegnano, ad esprimere le proprie idee e dove tutti possono argomentare a favore o contro le idee esposte da altri. Riaffermando con forza  la  vocazione di Strade Aperte ad un vero ed autentico pluralismo, ribadendo con coerenza la volontà di offrire ai lettori un luogo ove le diverse ed opposte interpretazioni della realtà e le diverse soluzioni possibili abbiano un uguale diritto di cittadinanza e vengano messe a confronto su di un piano di autentica parità e pari dignità…».
A distanza di dieci anni continuo a credere che questo sia un modo adulto di crescere insieme, di progredire verso una verità condivisa.

Ma  permettetemi di esprimere ancora un concetto che mi sta molto a cuore: è stato detto “tra amici, avere idee diverse è una ricchezza in più”. Io credo fermamente nella verità di  questa affermazione. Esprimere idee diverse, esprimerle con passione, con sofferenza, con partecipazione emotiva, non significa esprimere un giudizio negativo sulla persona con la quale si è in disaccordo, perché il valore della persona, immagine di Dio, è comunque fuori discussione …sempre. A mio giudizio scrivere un articolo di risposta, rispondere ad una mail, “postare” su facebook argomentando con idee contrarie a chi ha scritto, non significa “giudicare” né alcuno si deve sentire “giudicato”. A mio giudizio “tra amici” rispondere ad una articolo, ad una mail, ad un post, significa: «Grazie di avermi offerto la tua esperienza, ti ho letto con interesse, spendo qualche minuto del mio tempo per offrirti il mio punto di vista, per vedere se insieme possiamo avanzare verso qualcosa di più vero». Rispondere, magari con passione, significa dire all’altro: «per me la tua opinione è importante, tu sei importante per me, ed il fatto di non essere d’accordo mi crea disagio». Infatti si è sempre a disagio quando non si è in sintonia con gli amici, con le persone che si stimano.
In definitiva, io credo, che non si debbano temere le idee contrarie alle nostre, ma “il silenzio” perchè è nel silenzio, e non nelle argomentazioni contrarie, che si può leggere indifferenza, nessuna considerazione, ed al limite “silenzioso disprezzo”…
«…”Chi fu? Chi è? Ti voglio dire un nome. E tu fa cenno. Dio t’insegni, come”. Ora, i cavalli non frangean la biada: dormian sognando il bianco della strada. La paglia non battean con l’unghie vuote: dormian sognando il rullo delle ruote. Mia madre alzò nel gran silenzio un dito: disse un nome… Sonò alto un nitrito…» (Giovanni Pascoli: La cavalla storna)

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