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Scoutismo e libertà

“Le Aquile Randagie” e “Gli Intrepidi”: due volumetti che raccontano il contributo dello scoutismo clandestino italiano ed europeo alla lotta per la liberazione dai regimi totalitari.

Francesco Marchetti

 Come tutti sappiamo lo Scoutismo ed il Guidismo vogliono essere un “gioco” per tutti noi che  “giocando il gioco” diventiamo persone capaci di decisioni e giudizi autonomi, cioè persone di libertà.
Purtroppo, come la storia dimostra, i nostri ideali, quelli contenuti nella Promessa e nella Legge scout,  non sono mai stati accettati dagli stati totalitari e dal “partito unico” dei regimi totalitari di destra e di sinistra.
Questi regimi, negatori della libertà e della democrazia, hanno sempre ritenuto pericoloso il nostro Movimento e di conseguenza lo hanno vietato, disperso e perseguitato.  Eppure, a dispetto di tutto, molti scout delle nazioni oppresse da regimi totalitari, sono rimasti fedeli, anche negli anni più bui delle dittature, agli ideali della Legge e della Promessa conservandoli vivi nei loro cuori, spesso rischiando la libertà e in alcuni casi la vita per questa loro fedeltà.

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Melchisedech e il Saladino

Una lezione dal Medioevo

Italo Leone

La cronaca recente riporta ancora una volta la notizia di un attentato a sfondo religioso: due kamikaze si sono fatti esplodere prendendo di mira altrettante chiese a Tanta e ad Alessandria in Egitto. Lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità degli attacchi.
In un mondo globalizzato, che tende all’omologazione, anche l’appartenenza a un credo religioso può costituire motivo di difesa della propria identità, ed è un fatto che tra le fedi religiose quelle tradizionali monoteistiche, che credono nella superiorità del messaggio di cui si sentono depositarie, sono le più estremistiche.
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Scoutismo: una strada verso la Pace

Lo scoutismo è certamente “una strada di libertà“ – la storia di un secolo di vita ne è testimone – ma è anche “una strada verso la Pace”?

Francesco Marchetti

Lo scoutismo nasce, “quasi per gioco”, nel 1907, quando l’ispettore Generale della cavalleria di Sua Maestà Britannica, il generale Baden-Powell, sbarca accompagnato da una ventina di ragazzi nell’isola di Brownsea. Scopo di Baden-Powell, già acclamato eroe nazionale dal popolo inglese dopo aver resistito per sette mesi ad un assedio Boero in Sud Africa, era sperimentare un metodo educativo naturale, chiamato “scouting”, che potesse essere usato da organizzazioni già esistenti. Alla positiva esperienza del Campo di Brownsea seguì la pubblicazione di un libro, Scouting for boys. Scrive Baden-Powell: “dopo aver scritto Scoutismo per ragazzi pensai naturalmente che le organizzazioni giovanili già esistenti se ne sarebbero servite per le proprie attività, e che non avrei più avuto molto da fare in quel campo. Ma ben presto, nella primavera del 1909, constatai che centinaia di ragazzi stavano formando Reparti scout per conto loro, al di fuori di tali organizzazioni…“. Lo scoutismo era ormai nato. 
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Primi passi dello scoutismo a Nicastro

Una rara testimonianza dei primi passi dello scoutismo a Nicastro nell’articolo di un giornale scolastico.

Lucio Leone

I vecchi giornali sono una fonte straordinaria di informazioni. Nicastro, quando era comune autonomo, di giornali ne ha avuto molti a partire dal lontano 1869, epoca in cui venne stampato il primo, che si chiamava Il Fiammifero.
Accanto ai giornali, per così dire, consueti e commerciali, Nicastro annovera, occasionalmente, anche qualche giornale scolastico. Nell’autunno del 1960 ne uscirono diversi, tutti numeri unici, quasi che i vari istituti superiori presenti nella città facessero a gara tra loro.  Continua la lettura di Primi passi dello scoutismo a Nicastro

Nel 1915 i primi Giovani Esploratori in Calabria

Ricorre quest’anno il centenario della nascita dello scoutismo calabrese.

Lucio Leone

La nascita del movimento scoutistico nel nostro Paese non è del tutto estranea agli ideali di irredentismo e di patriottismo che si erano fatta strada in Italia tra Ottocento e Novecento e che erano particolarmente vivi alla vigilia della Grande Guerra.
A quello che era stato il primo impulso all’istituzione del Corpo Nazionale dei Giovani Esploratori d’Italia (1912 e 1913), ossia di costituire anche presso di noi un movimento altamente efficace sul piano educativo, secondo il metodo Baden Powell, se ne affiancherà presto un secondo, cioè quello di preparare i nostri scout a servire la Patria. Continua la lettura di Nel 1915 i primi Giovani Esploratori in Calabria

Grazie per aver camminato con noi…

1966-Salvatore SalvatoriMartedì 5 maggio a Roma nella Basilica di S. Giovanni Battista dei Fiorentini, sarà celebrata una S. Messa in suffragio dei capi scout italiani, nel 32° della dipartita del capo scout emerito, prof. Salvatore Salvatori. 

Francesco Marchetti

Oggi, era dei computer, si usa spesso il termine memorizzare con l’accezione di compiere un’azione che permetta di conservare, per tenere a disposizione. Ma fare memoria ha anche il senso di ricordare per continuare, per non dimenticare, per non deformare una idea costitutiva. Continua la lettura di Grazie per aver camminato con noi…

I simboli e il dialogo impossibile

Quando entrano in campo i simboli, il dialogo è impossibile. Il dialogo razionale può esserci solo con l’esclusione del simbolico e l’uso di parole dal significato univoco per tutti i popoli. Su questa base l’occidente ha costruito lo sviluppo scientifico e tecnologico e l’assetto attuale della società euroamericana.

Italo Leone

Corteo Parigi 2E’ uscita sul Corriere della Sera del 12 gennaio 2015 una intervista di Pier Luigi Battista a Giuliano Ferrara. Di solito Battista è molto misurato nei giudizi e Ferrara uno di quelli che amano le parole forti e lo scontro verbale. Eppure Battista ha riportato, senza polemica, le parole di Ferrara.
Riporto l’inizio dell’intervista: “Caro Giuliano Ferrara, lei che esorta a usare una «violenza incomparabilmente superiore» per sgominare i terroristi…
«Alt, la fermo subito perché sta commettendo il solito errore. Guardi questo articolo che ho appena finito di scrivere: Je suis Kouachi, Je suis Coulibaly. Sono impazzito? No, ma sono contrario a definirli terroristi. Sono guerriglieri, combattenti, militanti islamici che applicano alla lettera la legge sacra fissata nei testi coranici.  Continua la lettura di I simboli e il dialogo impossibile

Fa’, o Signore, che non abbiamo paura delle novità

Il dramma della Chiesa Cattolica Romana è tutto racchiuso in questo mezzo secolo postconciliare e nel tentativo non portato a compimento di una riconciliazione tra la Chiesa Cattolica e la società in così rapido cambiamento.

Italo Leone

Papa Francesco e Benedetto XVI

C’è in questa foto la sintesi della storia della Chiesa successiva al Concilio Vaticano II. La prima osservazione che mi viene da fare è che mai nella storia della Chiesa due Papi, uno Emerito che ha rinunciato al suo ruolo e uno nel pieno dei poteri, hanno convissuto così vicini e mostrato vicendevolmente rispetto e affetto reciproco. Ma la cosa ancora più significativa è che idealmente sono con loro presenti altri due Papi, Paolo VI di cui si celebrava la beatificazione e che ha portato a compimento il Concilio Vaticano II e Giovanni XXIII che ha voluto e iniziato il medesimo Concilio.

Il dramma della Chiesa Cattolica Romana è tutto racchiuso in questo mezzo secolo postconciliare e nel tentativo non portato a compimento di una riconciliazione tra la Chiesa Cattolica e la società in così rapido cambiamento.

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Italo Leone – Fa’, o Signore, che non abbiamo paura delle novità 

Il Postmoderno e l’Italia della Grande Bellezza

Italo Leone
(Conversazione tenuta il 29 maggio 2014 al Circolo di Riunione di Lamezia Terme)

Il Postmoderno, come suggerisce il termine, è il tempo che succede al Moderno, l’epoca che possiamo far iniziare con l’Umanesimo italiano e la conseguente fiducia nell’Uomo, considerato protagonista della storia e dominatore della Natura attraverso la conoscenza scientifica e la manipolazione tecnologica, fiducioso nelle verità che scopre e nell’idea di progresso (Galileo, Bacone, Cartesio). Questa visione ha dominato la storia dei popoli dell’Occidente cristiano fino a metà del Novecento. Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, nella cultura delle élites si avverte progressivamente il venir meno della fiducia in un sapere unitario e in una visione progressiva della storia di cui l’uomo è il protagonista e il fine ultimo. (Nietzsche, Freud, Propp, Lévi-Strauss e lo Strutturalismo, Poststrutturalismo, Semiotica modificano radicalmente i parametri interpretativi del reale passando dalla visione dialettica propria dell’idealismo e del marxismo a una visione più complessa della storia come processo determinato da una molteplicità di fattori e difficilmente prevedibile). Potremmo sintetizzare le conseguenze di ciò con le parole tratte da un articolo di Eugenio Scalfari su la Repubblica: “Qualcuno s’incomincia ad accorgere che è venuta meno la figura del padre e che questa lacuna di paternità è una delle cause non marginali della perdita d’identità e della nevrosi diffusa che da molti anni affligge il nostro Paese e non soltanto. Se il padre ha dimissionato non ci saranno più neppure i figli, i fratelli, i cugini; mancano i punti di riferimento. La stessa salutare dialettica tra le generazioni viene meno e si trasforma in una lotta per il potere tra vecchi e giovani.

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